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ATTENZIONE - Questo è un sito dimostrativo: la palestra Marte Gym è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a fatti, persone o luoghi esistenti è da considerarsi puramente casuale.

karate: 10 miti da sfatare
La disciplina del karate è fra quelle che più risentono di una scarsa informazione in merito, un po' per l'immagine deformata che ne viene trasmessa da cinema e TV, un po' per una serie di luoghi comuni, quasi sempre infondati, e per un insieme di preconcetti che la presentano agli occhi dei potenziali praticanti come qualcosa di poco abbordabile per i comuni mortali.

È logico che il karate, per quanto sia realmente una disciplina praticabile da chiunque, non possa piacere incondizionatamente a tutti; tuttavia, prima di escluderlo completamente dalla propria pratica sportiva, si potrebbe anche solo provare…

In ogni caso, se vi doveste riconoscere in qualcuna delle affermazioni che seguono, chissà… forse potreste rivedere la vostra posizione riguardo ad una disciplina antica e speciale, che a prezzo di qualche piccolo sacrificio può dare davvero grandi risultati e grande gratificazione…

La "Via della Mano Vuota"
kara
vuota
te
mano
do
via

Il termine "karate" ("mano vuota") indica un combattimento a mani nude, senza armi. Da questo, la funzione essenzialmente difensiva del karate: il karateka, privo di ogni arma se non quelle naturali (mani e piedi), ricorrerà al combattimento solo in caso di reale pericolo.
Il termine "do" ("via") racchiude il senso più profondo delle arti marziali: la pratica del karate prosegue anche all'esterno del dojo, e diventa vero e proprio stile di vita per il karateka.
KARATE: non lo pratico perché…
  1. Sono contro la violenza / gli sport violenti - Preferisco il dialogo alle maniere forti

    Giustissimo, ed il karate è ciò che meno si può definire uno sport violento. Come arte marziale di difesa, insegna prima di tutto che lo scontro fisico dev'essere davvero l'ultima fra le possibili soluzioni. Karate è soprattutto rispetto verso il prossimo e conoscenza dei propri limiti. La vittoria nel karate non è sopraffazione fisica, ma superiorità spirituale.


  2. Ho paura di farmi male - È uno sport pericoloso

    Il combattimento (kumite) nel karate, anche a livello agonistico, è senza contatto. Ovvero le tecniche di attacco devono essere controllate e non devono danneggiare l'avversario; per maggiore sicurezza, si utilizzano delle protezioni (guanti, paratibie, conchiglia). Non è totalmente esclusa la possibilità di riportare qualche trauma, ma proprio per i motivi di cui sopra, il karate è molto più "innocuo" di sport più popolari (il calcetto per primo!)
    In ogni caso, i più cauti potranno sicuramente limitare la pratica del kumite, e dedicarsi quasi esclusivamente ai kata (combattimenti simbolici contro avversari immaginari), non meno impegnativi ed efficaci.


  3. Non credo di esserci portato - Non sono abbastanza sciolto / agile / veloce

    In ogni pratica fisica c'è una componente individuale di predisposizione di cui tenere conto. Tuttavia, nel karate, questo non è così rilevante. È chiaro, alcuni avranno bisogno di faticare un po' di più (specialmente all'inizio), ma i progressi che si possono ricavare da pochi mesi di pratica sono davvero sorprendenti. Oltre a ciò, nel karate è possibile in una certa misura "personalizzare" l'arte marziale adattandola alle proprie caratteristiche fisiche. Questo significa che ognuno può creare per sé una propria dimensione del karate, una via (do) da praticare in base al proprio potenziale ed alle proprie esigenze, senza forzature, rispettando i propri limiti.


  4. È troppo tardi per cominciare da zero

    Per usare un'espressione originalissima, "non è mai troppo tardi". Il karate è per tutti, e per tutte le età. Il fatto di avvicinarsi a questa disciplina più o meno tardi non pregiudica i risultati. Come sopra, ognuno praticherà il karate al livello che più gli si addice, senza che per questo la pratica perda di efficacia. Questo è il motivo per cui, tra l'altro, principianti ed allievi più esperti si allenano quasi sempre insieme, senza distinzione di grado!


  5. Preferisco gli sport di squadra

    Nonostante il karate agonistico sia uno sport individuale per eccellenza, non è da sottovalutare il grande legame che si viene a creare all'interno dello stesso gruppo. L'affiatamento e la complicità fra compagni di gruppo sono importantissimi, anche se sul tatami si sale due alla volta. In ogni caso, per gli amanti del genere esistono competizioni di karate a squadre (sia kumite che kata), nelle quali la perfetta intesa con i compagni è fondamentale.


I bambini e il karate

Il karate è un'attività sportiva particolarmente indicata per i bambini, che la praticano con buoni risultati e la trovano divertente e stimolante anche per un costante e positivo confronto con i coetanei, e allo stesso tempo acquistano sicurezza in sé perché hanno l'impressione di fare qualcosa di "importante", anche se perfettamente alla loro portata.

Oltre a questo, il karate è uno sport molto dinamico, che favorisce lo sviluppo di una muscolatura asciutta ed elastica, favorendo quindi un corretto sviluppo, migliorando le capacità motorie in genere (coordinazione, equilibrio), correggendo eventuali difetti posturali (paramorfismi), evitando una stereotipizzazione dei movimenti e, di conseguenza, preparando il fisico ad ambientarsi rapidamente e con facilità ad ogni situazione nuova, e la mente ad un ragionamento tempestivo in ogni circostanza (non solo,quindi, nell'ambito del karate, ma anche in quello di altri sport, dello studio scolastico, della vita di tutti i giorni…)

L'età migliore per cominciare è intorno ai 6-7 anni; i più piccoli avranno un apprendimento più lento, ma potranno sicuramente trarne giovamento per i motivi sopra descritti.
 
Altri luoghi comuni
ovvero avviso ai futuri praticanti
Vorrei praticarlo perché…
  1. Ho visto un film in cui…
    Dimenticate quello che avete visto nei film: davanti alla macchina da presa vengono spesso esaltate le qualità "coreografiche" e più spettacolari di un'arte marziale, ma nella maggior parte dei casi si tratta di pesanti distorsioni della realtà.


  2. Voglio dare una lezione a Tizio, Caio e Sempronio!
    Non è proprio la mentalità giusta con cui tentare un approccio al karate. Karate non è menare le mani, ed un combattimento ha sempre esito incerto. Esiste sempre un avversario più forte di noi!


  3. Non sono tanto forte e vorrei sfruttare al meglio le mie capacità
    Giusto, ma non adagiatevi troppo nella sindrome di David e Golia, e scordatevi del microbo che fa volare via il gigante con un dito! Il karate richiede cervello, ma anche una buona preparazione atletica e tanti sacrifici. Non pensate di ottenere chissà cosa senza il minimo sforzo. Un bravo maestro potrà insegnarvi a rendere al meglio senza sprecare energia, ma… niente miracoli!



Dedicato al "gentil sesso"…

In genere si è portati a pensare che il karate e le arti marziali in genere siano riservate esclusivamente ad un pubblico maschile. Al contrario, le donne possono ricavare dalla pratica del karate grandi vantaggi sia sul piano fisiologico (salute, buona forma fisica) che su quello psicologico (autostima, affermazione della personalità).
  1. Non voglio perdere femminilità
    La preparazione atletica propedeutica al karate, ed il karate stesso, favoriscono soprattutto l'allungamento dei grandi gruppi muscolari, e li potenziano senza "gonfiarli". Oltre a questo, la pratica del karate fortifica significativamente i muscoli dell'addome e della schiena, migliorando la postura ed il portamento. Il kata è un esercizio di grande eleganza particolarmente indicato per le donne, e per il kumite non bisogna necessariamente diventare dei gorilla!


  2. È uno sport "da uomini" - Non mi sento all'altezza
    Se è vero che gli uomini sono per natura fisicamente più forti, le donne sono in genere più veloci e più sciolte, due caratteristiche che nel karate sono a dir poco fondamentali. Per questo motivo, per una karateka essere donna non deve diventare un "alibi" per lavorare di meno o con minore impegno, o per puntare ad obiettivi meno ambiziosi.




Luciana Ognibene


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